4 NOVEMBRE - IN ONORE DEI CADUTI E IN DIFESA DELLA PACE

...

04/11/2019

Foto e discorso del Sindaco

Buongiorno a tutti,

oggi qui davanti al monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale si celebra la Ricorrenza del 4 novembre che comprende  La FESTA DELLE FORZE ARMATE E DELL’UNITA' NAZIONALE insieme a quella storica della celebrazione dei caduti in guerra.  Si rende cioè omaggio a tutti quegli italiani, uomini e donne, che hanno perduto la propria vita per l’Italia, per la Libertà e per costruire un futuro di Pace.

A nome dell’Amministrazione comunale voglio ricordare a tutti l’articolo 11 della nostra Costituzione:                              “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come strumento di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

 

Mi voglio rivolgere in particolare alle giovani generazioni, bambini e ragazzi delle nostre scuole, insieme ai loro insegnanti, ai quali esprimo il mio personale ringraziamento e come Amministrazione comunale per la loro presenza, consapevole dell’importante ruolo che la scuola assume nell’istruire ed educare ai valori irrinunciabili della libertà, del rispetto, della solidarietà e della pace, fondamenti di una coscienza civile e sociale e speranza di un mondo migliore.

 

La prima guerra mondiale è un evento successo tanto tempo fa, di cui non potete avere memoria se non attraverso racconti o studiando la storia dell’Italia ma, ogni giorno, giornali, televisione vi mettono e ci mettono di fronte ad immagini terribili di guerre mai finite nel mondo. E qui, in questo luogo del ricordo e della commemorazione, abbiamo un monumento alle vittime di Nassiriya, le vittime di una guerra dei nostri giorni. La missione di questi giovani soldati era la difesa di cittadini, di persone, di famiglie, di bambini che nei loro lontani paesi sono le vittime innocenti di altre guerre. Il dolore per la loro morte è sempre lo stesso di tanti anni fa, per le loro famiglie, per le loro comunità e per l’Italia intera.

 

Questa giornata deve servire a far riflettere ciascuno di noi sul senso della guerra, sempre ingiusta, sempre dolorosa, sempre crudele, sempre disumana, sempre sbagliata, sempre evitabile e deve rafforzare in noi un forte sentimento di ripudio, una forte volontà di coltivare sempre la pace, il rispetto per gli altri, la democrazia, e una chiara determinazione a mettere in pratica questi valori nella nostra vita di tutti i giorni.

 

 Infatti, riuscire a costruire una società in cui, accanto al miglioramento delle condizioni economiche delle nostre famiglie, avvengano l’integrazione e l’accoglienza, senza emarginazione, senza discriminazione di razza, di sesso, di colore della pelle, di rispetto dei diritti umani, costituisce uno degli impegni attuali e importanti, quanto importante è stato necessario, anni fa, unire il Paese.

 

Ognuno, per la propria parte, dobbiamo impegnarci per l'Italia, affinché sia capace, nello stesso tempo, di ascoltare e proteggere chi ha bisogno, di sentire l’orgoglio delle proprie radici e della propria storia senza farsi sovrastare da esso, un'Italia che sa amare la propria terra, rinnovandone i valori e i fondamentali ideali che l’hanno costituita. 

 

E concludo con due frasi che racchiudono alcuni dei significati di questa giornata: la prima venne detta dal Presidente americano John Kennedy nel discorso di insediamento nel 1962: 

 

NON CHIEDERTI COSA IL TUO PAESE PUO’ FARE PER TE, 

CHIEDITI COSA TU PUOI FARE PER IL TUO PAESE.

 

e di Papa Francesco: 

 

NON FACCIAMOCI E NON FATEVI RUBARE LA SPERANZA.

 

Ringrazio, a nome della comunità sangervasina, le nostre Forze dell’Ordine, impegnate ogni giorno a garantire la sicurezza di tutti, e quanti, Associazioni, Enti, volontari che, nel mondo, sono impegnati a difendere i valori fondamentali della democrazia e lavorano alla costruzione di un mondo di pace, anche mettendo a rischio la propria vita, come “I ragazzi del ‘ 99”che, all’epoca della chiamata della 1° guerra, hanno combattuto per la libertà e la democrazia di cui noi oggi possiamo usufruirne, tutta la comunità sangervasina che ha dimostrato sensibilità con la loro presenza.

 

Grazie a tutti  

 

Gallery

PHOTO-2019-11-04-12-02-44
PHOTO-2019-11-04-12-17-26
PHOTO-2019-11-04-12-16-45
PHOTO-2019-11-04-12-18-20
PHOTO-2019-11-04-12-15-50
PHOTO-2019-11-04-12-18-58
PHOTO-2019-11-04-12-20-30
PHOTO-2019-11-04-12-19-48
PHOTO-2019-11-04-12-15-05
PHOTO-2019-11-04-12-14-33